Le scelte di Svezia e Finalndia e le dichiarazioni di un improvvisato pacifista

Dopo gli ultimi sviluppi della guerra in Ucraina e il disegno imperialista tratteggiato dal Cremlino con dichiarazioni, francamente, poco concilianti arrivate da Putin e dai suoi accoliti, Svezia Finlandia hanno formalmente chiesto di entrare a far parte della NATO.
Una richiesta più che legittima che viene dalle istituzioni e dai cittadini di Paesi che confinano con la Russia e che, senza protezione internazionale, temono che i tempi di pace siano a rischio anche per loro.
In Italia c’è chi non la pensa così, un pacifista dell’ultima ora che fino a poco tempo fa riteneva che Putin fosse uno dei migliori capi di stato in circolazione. Mi riferisco naturalmente a Matteo Salvini.
Il leader del carroccio, che da pochi giorni si è scoperto un politico che piuttosto che pensare in prospettiva preferisce vivere alla giornata per arrivare al più presto alla fine delle ostilità in Ucraina, ritiene che permettere a due stati sovrani, europei, di decidere della loro difesa e del loro futuro, possa rallentare il processo di pace.
Invadere uno stato confinante a quanto pare è invece un atto di amicizia che le altre nazioni che confinano con la Russia dovrebbero accettare supinamente.
Le minacce arrivate dal Cremlino in reazione a questa notizia sono state peraltro molto esplicite.
E’ chiaro che dichiarazioni come quelle del Capitano della Lega forniscono assist a Putin e alimentano una rappresentazione degli interessi in campo che esula dalla realtà di una guerra che si sta ancora combattendo.