Leghisti che vogliono “far sparire”…

Pochi giorni fa ricorreva il triste anniversario delle leggi razziali e con un tempismo quasi perfetto Alessio Di Giulio, un consigliere della Lega di Firenze, girava un videoselfie in cui inquadrava una rom ed invitava a votare il carroccio per farla sparire e non vederla mai più.
“Cacciare”, “mandare a casa”, “far sparire” sono espressioni orribili che, accompagnate ad altri termini che servono a sfoggiare al contempo risolutezza e disprezzo, sono entrate ormai nel gergo lessicale di molti esponenti politici di destra. E forse proprio a partire da un modo di porsi provocatorio, sporco, insolente che “chiama” ad una “condivisione all’insulto” che il linguaggio comune si è fatto più barbaro e ha contagiato parte della società civile.
E’ per questo motivo che credo che certi episodi non possano essere liquidati come una semplice “fesseria”, parola di Matteo Salvini che, a riguardo, si è limitato a dire che i problemi si risolvono con le ordinanze. Credo sia un gesto vergognoso da cui chiunque dovrebbe prendere le dovute distanze. Penso che pretendere le dimissioni del consigliere o escluderlo dal partito sia il provvedimento minimo che un leader che si definisce democratico dovrebbe adottare in un caso del genere.
Per il semplice fatto che certi messaggi non possono passare, perché fanno accapponare la pelle, perché sono l’anticamera dell’odio verso qualcuno o verso quello che rappresenta. Questo è un esempio eclatante che ha comunque precedenti illustri in casa Lega e non solo. Credo che la società civile, quella dotata di buonsenso, abbia il diritto di invocare un nuovo linguaggio, un nuovo modo di fare politica che possa essere di esempio per le future generazioni piuttosto che stimolare pregiudizi e velate manie di supremazia.