L’intergruppo per le donne e le pari opportunità del Parlamento critica le scelte di Sanremo e le parole pronunciate nella conferenza stampa di presentazione

Tra poco comincerà Sanremo e insieme alle colleghe dell’Intergruppo per le donne, i diritti e le pari opportunità ci siamo sentite in dovere di stigmatizzare alcune scelte e alcune parole pronunciate nel corso della conferenza stampa di presentazione del Festival della Canzone Italiana.

Risulta del tutto incomprensibile che il servizio televisivo pubblico promuova un modello diseducativo di donna bella e disposta a occupare ruoli di secondo piano per non fare ombra al proprio compagno famoso

È lo specchio di una cultura secondo cui la donna non deve avere meriti particolari, se non quello di essere di bell’aspetto e di saper stare “un passo indietro”.

In aggiunta a tutto questo, poiché tra i cantanti in gara è prevista la presenza del rapper per ragazzini Junior Cally, i cui testi, come già evidenziato alla Rai da molte associazioni di donne, sono pieni di violenza, sessismo e misoginia, appare evidente che la direzione artistica del Festival di Sanremo 2020 sia in palese contrasto con il contratto di servizio della Rai.

Sanremo è la città dei fiori, una città in cui si percepisce e si canta l’amore. Piuttosto che mortificare le donne offrendone una visione distorta e parziale, penso sarebbe più appropriato non soffermarsi solo sulla loro bellezza, ma valorizzarne l’intelligenza, il merito, la tenacia, le capacità. Aspetti che sono propri a tutte le donne, o almeno alla stragrande maggioranza di esse.

Articoli scritti da max.frosini