L’intervento di Salvini al Senato. Quando un bipolare (nel senso patologico del termine) si trova davanti ad un microfono!

Il discorso di Salvini al Senato ha raggiunto vette di bipolarismo altissime. Il neo-non-vicepremier ha ovviamente esordito paragonando Conte a Monti, cosa che francamente ho cercato di analizzare approfonditamente anche rispolverando qualche buon libro di psicanalisi, ma che ancora non sono riuscita a spiegarmi. Poi subito la genialata che non ti aspetti “Presidente le lascio la sua poltrona, una poltrona figlia di slealtà, tradimento e interesse personale”. Forse quindi era il gemello malvagio di Salvini quello che ha causato la crisi del precedente Governo?

Poi non contento rincara la dose parlando di persone attaccate alle poltrone senza le quali tornerebbero a casa a lavorare aggiunge “ammesso che abbiano un lavoro”. Una frase pronunciata da una persona che finora, nella sua vita, non ha mai lavorato, ma ha sempre vissuto di politica.

E poi l’apoteosi con l’affermazione rivolta a Conte “lascio a lei la poltrona e mi tengo la mia dignità” dichiarazione osannata dalla sua fedele clac di leghisti al grido di “dignità-dignità”.

Incredibile che questa frase sia stata pronunciata da un personaggio che fino a pochi giorni prima della nascita di questa Governo elemosinava ancora la fiducia dei 5 stelle e proponeva un nuovo esecutivo identico al precedente che lui aveva fatto cadere offrendo addirittura la poltrona di Premier a Luigi di Maio.

Il comportamento di Salvini è quello di una persona bipolare che ha sicuramente bisogno di un sostegno. Ogni volta che pronuncia parole come “coerenza” “dignità” e perfino “amore” le svuota del loro reale significato. Ha costruito un Carroccio a sua immagine e somiglianza, tutta apparenza e nessuna sostanza. Se questo è un leader…

Articoli scritti da max.frosini