Meglio due parole che due messaggini, soprattutto a tavola!

E’ un nostro preciso dovere morale riporre nei giovani ogni nostra speranza per il futuro del nostro Paese e, da questo punto di vista, trovo conforto nel constatare che siano proprio dei ragazzi a indicarci dove riporre il cellulare mentre siamo a tavola. Mi riferisco al progetto presentato nell’ultima edizione del Safer Internet Month 2021 a cura degli studenti delle quarte e quinte del liceo Artistico Vittoria di Trento.

Ho letto ed osservato attentamente di questa semplice, ma funzionale invenzione, il mobile phone boxe, ovvero degli stilosi contenitori, ragazze e ragazzi hanno studiato ben 24 modelli diversi, dove riporre il proprio smartphone all’ingresso di ristoranti, bar o pizzerie. Un modo per affermare che durante i pasti si può fare a meno dei cellulari e coltivare, invece, l’arte della conversazione, anche in famiglia.

In questi tempi iper veloci ed ultra social, in cui gli smartphone cinguettano continuamente e in cui siamo bombardati ovunque da messaggi, alert, informazioni, è arrivato il momento di ritagliarci uno spazio per le parole soprattutto tra genitori e figli.
Non a caso lo slogan di questo bellissimo progetto è “Accendiamo la famiglia e spegniamo il cellulare”.

Sulla fattura dei contenitori in legno in cui lasciare gli smartphone, poi gli studenti si sono sbizzarriti, ce ne sono di ogni forgia e per ogni necessità, da pasti più intimi (box per 2/3 cellulari) a vere e proprie reunion familiari (contenitori per 10 e più smarthpone).
Insomma una semplice, ma geniale invenzione che mi auguro sia adottata da tutti gli illuminati ristoratori della nostra bel Paese. D’altronde per assaporare del buon cibo occorre saper godere anche della buona compagnia.

Articoli scritti da Lucia Ciampi