Nella relazione del nostro Segretario, le ricette per ridare all’Italia speranza e un Governo efficiente

Lo scorso 28 Agosto il segretario del PD, Nicola Zingaretti, nella direzione nazionale ha aperto la sua relazione indicando i punti fondamentali per una svolta di governo, quelli che debbono essere il collante di una possibile nuova maggioranza: l’appartenenza all’Europa, la centralità del Parlamento come primato della democrazia rappresentativa, una crescita fondata su un nuovo modello di sviluppo e di sostenibilità ambientale, una gestione nuova dei flussi migratori, ricette economiche in chiave redistributiva, attenzione all’ equità sociale, territoriale, generazionale e di genere. Queste sono le premesse per affrontare un’alleanza in alternativa alla destra sovranista di Salvini.

Nel confronto col Movimento 5 Stelle il PD ha tenuto la schiena dritta con l’obiettivo di costruire un processo unitario, forte della sua identità di valori, di programmi, di contenuti da far valere nella costruzione di un’alleanza.

Tutto questo nel pieno di una crisi di governo innescata nei modi che tutti conosciamo nel bel mezzo del mese di agosto. Una crisi che ha lasciato l’Italia in un contesto drammatico, senza un esecutivo in un momento in cui la situazione economica è tutt’altro che rosea e con la minaccia di corto circuito istituzionale alimentato dall’irresponsabilità della Lega e del suo leader.

Perciò il Partito Democratico ha scelto la via della responsabilità senza nascondere le difficoltà di un confronto col Movimento 5 stelle che con noi ha agitato nel tempo argomenti molto aggressivi e violenti. La politica è scontro anche aspro ma deve essere rispettoso di regole e prassi.

Nella direzione di ieri ci siamo guardati negli occhi ben consci che il percorso che rimane da fare è difficile, ma forti della nostra unità, siamo in condizione di completarlo. Chiediamo ai nostri interlocutori di dare prova della stessa volontà. Un governo nuovo e una svolta nei contenuti sono condizioni di buon senso, non una manovra di palazzo. Abbiamo deciso di scegliere la via più difficile, quella di un cambio radicale della politica a partire dal metodo.

Non un contratto ma la condivisione di un programma, di una visione comune. Un solo governo e una vera squadra nel Parlamento, dietro ai quali nel paese deve vivere una maggioranza che accompagni una nuova stagione politica che trovi il consenso del popolo del centrosinistra. Una fiducia che dobbiamo conquistare.

Col Governo che nascerà cambierà il profilo della politica italiana. Non abbiamo imboccato la strada più facile, ma una volta fatta questa scelta, dobbiamo crederci e investirci.

Un risultato è certo: Salvini che era il principale pericolo, è isolato e sconfitto, un risultato di rilievo non solo nazionale.

Ora la mediazione tra i reciproci punti di partenza può consentire di avere una base su cui poggiare l’azione di Governo. Abbiamo la possibilità di disancorare un movimento eterogeneo come i 5 Stelle dall’abbraccio con la destra peggiore e ricondurlo nell’alveo dell’europeismo critico, ma fermo nel respingere le sirene di una democrazia illiberale.

Dobbiamo rimettere al centro del dibattito politico la leva distributiva nel segno dell’equità sociale e cancellare la vergogna di comportamenti che hanno violato e umiliato lo stato di diritto. Abbiamo di fronte elezioni difficili in regioni diverse, appuntamenti fondamentali che dovremo affrontare costruendo l’offerta politica anche sul versante delle alleanze che il nuovo quadro politico potrà favorire. Perché il tema fondamentale resta lo stesso: fermare la destra peggiore che abbiamo mai avuto dal dopoguerra ad oggi.

Il nostro vero traguardo resta invece quello di rimettere in sella il Paese e restituirgli fiducia e speranza. Dobbiamo proporre un’Italia del lavoro e della crescita che ricostruisca un modello di sviluppo bloccato che scommetta sulla sostenibilità ambientale e sull’equità sociale. Sarà durissima ma può essere l’occasione di rifondare la nostra società, formare cittadini più consapevoli e rispettosi della vita e dei luoghi in cui vivono. Insomma l’obbiettivo è quello di concentrare tutta la nostra attenzione sull’Italia più vera, su quell’umanità che fatica ogni giorno per garantire un’esistenza migliore ai propri figli e ai propri nipoti.

In questi giorni difficili tutti noi abbiamo anteposto a qualunque schema di potere il compito del Partito Democratico. La sua funzione nell’Italia di adesso si ritrova in quella che lasceremo a chi verrà dopo. L’unità del nostro partito si costruisce così, con la modestia di sapere chi siamo e l’ambizione di consegnare ai giovani di questo paese un avvenire degno di essere vissuto.

Articoli scritti da max.frosini