Nessun senzasionalismo, nessun allarmismo.

Nessun sensazionalismo e nessun allarmismo. Non è sicuramente il mio campo e, a differenza di molti tuttologi, non amo trattare argomenti di cui non ho una conoscenza approfondita. Faccio parte della Commissione Cultura della Camera insieme ad altri deputati tra cui Marco Bella, un professore dell’Università La Sapienza di Roma, eletto elle fila del Movimento 5 Stelle, di cui ho grande stima. E’ accaduto in questi giorni di confrontarci, come è naturale che sia, sul fenomeno coronavirus e, in particolare, sulla comunicazione e sulla possibilità di trovare una cura che eviti che il contagio si propaghi ulteriormente.

Da questo punto di vista ha destato scalpore la notizia che il virus sia stato isolato in Italia. Un fatto decisamente positivo per cui credo sia doveroso complimentarci con le ricercatrici Maria Rosaria Maria Rosaria Capobianchi, Francesca Colavita e Concetta Castilletti. Un agguerrito team di ricercatrici al femminile che è riuscito in 48 ore  il coronavirus. E’ importante però non cadere nel sensazionalismo e comprendere effettivamente cosa significhi separare il virus dall’organismo che è stato infettato.
Il coronavirus è stato infatti isolato in altri posti del Mondo. E’ però importante averlo fatto anche in Italia perché, essendo un patogeno da quarantena, non è molto agevole spedirlo, mentre avendolo a disposizione i ricercatori possono lavorarci sopra. Naturalmente maggiore è il numero di ricarcatori in tutto il Mondo che studia il virus, molto più alta sarà la possibilità di trovare una cura o un vaccino in grado di debellarlo, anche se, da quello che ho capito i tempi non possono essere brevissimi.

In più il coronavirus è pericoloso perché può mutare, anche se non è detto che lo facci, per cui isolandolo in luoghi diversi è possibile studiare in maniera più approfondita i suoi comportamenti. Da quanto ho compreso la mortalità legata al virus, al momento è relativamente bassa, e proprio per questo è fondamentale contenerlo perché non possa mutare e diventare più aggressivo e pericoloso.

Quello che mi preme ribadire, e in cui concordo perfettamente con l’analisi del Prof. Bella, è che l’obbiettivo comune a tutti gli scienziati in ogni parte del Mondo, è debellare il virus. L’importante non è arrivare primi, ma unire intelligenze e conoscenze per trovare la cura in grado di eradicare questa minaccia. La scienza non è una gara e non deve essere il pericolo di un contagio a farci comprendere quanto sia vitale investire di più per il nostro paese nella ricerca, combattendo forme di precariato che non facilitano le condizioni di lavoro. Confidiamo nell’ingegno umano e non facciamoci prendere dal panico ingiustificato.

Articoli scritti da max.frosini