“No” ad alleanze strutturali, “sì” al referendum nel rispetto del patto. Le mie posizioni in vista della direzione del PD!

Siamo vicini ad una direzione molto importante per il Partito Democratico. Il prossimo 7 Settembre ci troveremo per parlare del futuro della nostra formazione politica che, e su questo non ho timore di alcuna smentita, rappresenta l’alternativa più valida e competente per il Governo del nostro Paese.

Non oso immaginare cosa sarebbe stato dell’Italia se la pandemia da Covid-19 fosse stata gestita dalla destra rappresentata da Salvini e Meloni. Anche se in fin dei conti non è poi così difficile intuirlo, basta vedere cosa sta succedendo nel Brasile di Bolsonaro, solo fino a qualche mese fa osannato dai destrorsi nostrani.

Facendo leva su queste argomentazioni, ritengo che l’alleanza tra il PD e il Movimento 5 Stelle sia stata salvifica per l’Italia, questo non mi ha impedito però di osservare lucidamente, in questo anno di convivenza, come sussistano differenze sostanziali tra queste due formazioni politiche. Differenze difficilmente appianabili che hanno spesso portato a confronti interminabili, decisioni complicate e sintesi faticose.

Per questo trovo che questa alleanza, benché necessaria in questo frangente, non abbia le caratteristiche per diventare strutturale. Come del resto dimostrano le non-convergenze sui programmi nelle Regioni e sui vari territori in vista delle prossime elezioni.

Tuttavia occorre sottolineare anche i buoni risultati ottenuti dalla coalizione di Governo, ad esempio in ambito europeo, in cui siamo stati capaci di ricucire i rapporti logorati dalla precedente legislatura, ricominciando a far sentire la nostra voce. Cosa che ci ha permesso di poter avere molte risorse da investire. Dobbiamo far ripartire il Paese dopo questa inaspettata pandemia, abituandolo a convivere con il virus. Dobbiamo farlo in maniera responsabile. Guai a imitare modelli assolutamente irresponsabili come quelli proposti dal leader della Lega e dai suoi accoliti. Salvini dimostra quotidianamente di non avere a cuore la salute del proprio Paese, noi cerhiamo di proteggerla, anche in Toscana dove c’è chi vorrebbe addirittura importare il modello di sanità lombardo che ha mostrato tutte le sue crepe e le sue pecche durante l’emergenza epidemiologica.

Riguardo al referendum credo che sia opportuno fare una riflessione. Trovo serio e leale, visto anche il patto stipulato con il Movimento 5 Stelle, votare “sì” in questa consultazione ed è per questo che lo farò. Tuttavia questa proposta ha dei limiti evidenti, tanto che ai miei occhi è difficile definirla riforma, parlerei piuttosto di un semplice taglio. Dall’altra parte c’è anche chi ha paventato il rischio di una deriva autoritaria, tesi eccessiva e fuorviante. Pur confermando la mia posizione, trovo comunque che sia giusto comprendere e rispettare anche coloro che nel nostro partito e nel nostro elettorato sostengono le ragioni del no. Detto questo mi auguro che la direzione del 7 Settembre serva proprio a questo: a confermare il pieno mandato a chi ha l’onere di guidare oggi il Partito Democratico e nel ribadire le condizioni del nostro sì (non scontato) al quesito refendario.

Articoli scritti da max.frosini