Non c’è di che lamentarsi, d’altronde Salvini non lo consente!

Mi ha contattato di recente un caro amico di origine italiana che vive in un altro paese dell’Unione Europea. Alla vigilia delle prossime elezioni mi ha chiesto, non nascondendo una certa preoccupazione come stessero andando le cose in Italia. Quando gli ho confessato che non ci possiamo lamentare, è sembrato sorpreso. Purtroppo mi riferivo esclusivamente al fatto che agli italiani comincia ad essere negata anche  la possibilità di manifestare in maniera pacifica il proprio dissenso.

E’ possibile che uno striscione appeso fuori da un’abitazione privata di Brembate con su scritto “Non sei il benvenuto” riferito all’ennesimo comizio di Salvini, possa essere considerato pericoloso per lo svolgimento dell’iniziativa e debba essere rimosso per “ragioni di ordine pubblico”.

Eppure i motivi per criticare il leader del Carroccio sarebbero tantissimi.

Intanto conviene evidenziare che i comizi elettorali di Salvini gravano sulle tasche dei contribuenti italiani. Mi pare ovvio infatti che i cittadini paghino le tasse per avere un Ministro dell’interno che svolge il suo lavoro, non per sentire un capo-popolo recitare ogni giorno su palchi di tre o quattro città diverse lo stesso monologo anti-immigrati, anti-europa, anti-cannabis, anti-patico, seguito da due ore di selfie col pollice alzato. In pratica paghiamo ogni foto, ogni post con la faccina che manda baci, ogni tweet bonariamente minaccioso del Ministro Salvini che, tanto per testimoniarci la sua gratitudine, decide (almeno che questura e digos non si muovano liberamente senza che il Ministro lo sappia…magari è davvero troppo impegnato a farsi selfie!) di rimuovere, sempre a nostre spese, striscioni che possono attentare alla sua vita (o forse alla sua immagine) come “Non sei il benvenuto”.

Infatti pare che i Vigili del Fuoco spediti con una scala antincendio a rimuovere lo striscione sobillatore siano stati invitati a farlo dalla Questura che, a sua volta, avrebbe ricevuto direttive dalla Digos. Ma il Ministro era “all’oscuro” di queste decisioni. Forse si trovava in una “camera oscura” a sviluppare le foto dei suoi ultimi selfie o forse era più impegnato a fare campagna elettorale che a svolgere il suo lavoro di Ministro dell’interno. Magari non possiamo scrivere neppure questo. Perché suonerebbe come una critica a chi offende i suoi avversari politici, ma quando per la sua condotta finisce sotto i riflettori dell’opinione pubblica grida al complotto. Fa sequestrare un cellulare ad una ragazza e cancellare un video a lui non gradito. In fin dei conti non ci possiamo lamentare di Salvini. D’altronde lui non lo consente.

Articoli scritti da max.frosini