Non nel nome dell’Italia

Stiamo facendo delle figure barbine in Europa, senza peraltro avere il benché minimo ritorno per la nostra immagine internazionale, per la nostra economia o per qualsivoglia altro motivo, ma solo per una propaganda elettorale fine a se stessa e inconcludente.

La Francia ha richiamato il suo ambasciatore a Roma. Non accadeva dalla Seconda Guerra Mondiale. Dall’Eliseo hanno spiegato che la decisione è arrivata in seguito “agli attacchi senza precedenti del Governo Italiano”. Non è una definizione di poco conto e non deriva da una semplice simpatia manifestata ad un partito avverso a quello che governa attualmente la Francia.

Di Maio ha definito Macron il “nemico pubblico numero uno” e ha invitato i gilets jaunes a “non mollare”, poi non pago ha organizzato una visita quasi clandestina oltralpe per incontrare un estremista di destra, islamofobo e che propone un colpo di stato militare con sostituzione del Presidente della repubblica francese con un generale.
Ecco allora la reazione francese “Le ultime ingerenze rappresentano una provocazione supplementare e inaccettabile. Violano il rispetto dovuto alle scelte democratiche, fatte da un popolo amico e alleato. Violano il rispetto che si devono tra loro governo democraticamente e liberamente eletti” e il conseguente ritiro dell’ambasciatore francese a Roma.

La Francia è un nostro partner commerciale e non solo. E’ ovvio che tutti noi siamo e saremo sempre dalla parte dell’Italia, ma non si può pensare di avere rapporti del genere con paesi di cui da sempre siamo alleati. Per quale motivo in sostanza? Per scopi elettorali? Cosa spera di ottenere il Movimento 5 Stelle con queste sortite? Qualcosa di buono per l’Italia o per il “loro partito”? E sapete cosa è succeso mentre Di Maio parlava con i leader dei “giacchetti gialli”?

L’Italia ha perso la Pernigotti, nonostante le promesse del Governo. E’ stato infatti firmato l’accordo con il gruppo turco Toksoz che proseguirà con la sua politica di commercializzazione di prodotti della Pernigotti, altrove.
Di Maio aveva promesso che non sarebbe mai successo, ma forse era in Francia e non poteva sapere.
Non saprebbero amministrare neppure la “villa giocattolo” delle Barbie, figuriamoci un paese bello e importante come l’Italia.

Articoli scritti da max.frosini