Non si procede con l’impeachment a Trump. La Democrazia è ancora fragile…

Misuriamo le parole, facciamolo sempre. E’ un appello che rivolgo sia a tutti i cittadini sia ai professionisti della carta stampata e più in generale dell’informazione. Mi è capitato di leggere in questi giorni che l’ex Presidente degli USA, Donald Trump è stato assolto dall’accusa di impeachment.

Ebbene non credo che il termine assoluzione sia il più appropriato. Mi limiterei a constatare come su 100 senatori chiamati ad esprimersi per completare la messa in stato di accusa, 57 abbiano votato a favore (ovvero i 50 democratici più 7 repubblicani) e 43 in modo contrario (il resto dei repubblicani). Il quorum fissato per l’impeachment è 67 voti, ovvero i 2/3 dei senatori. Per questo motivo il procedimento si è arrestato.

Mi preme sottolineare come perfino il leader dei senatori repubblicani, Mitch McConnell, pur votando contro l’impeachment, abbia ribadito come Trump sia “praticamente moralmente responsabile” dell’attacco a Capitol Hill. I repubblicani hanno sostenuto la tesi dell’anticostituzionalità di un procedimento avviato contro un presidente già decaduto, benché lo stesso McConnell avrebbe potuto convocare subito il Senato per iniziare la messa in stato di accusa quando Trump era ancora in carica. Una posizione singolare che rischia di creare precedenti perché ammettere che un presidente non possa essere giudicato dal Senato a fine incarico, significherebbe giustificare qualsiasi “delitto” nelle ultime settimane del suo mandato.

L’America ha bisogno di voltare pagina e se, parte dei repubblicani hanno già scaricato l’ex presidente, non tranquillizza constatare che, nonostante i pericoli occorsi, ci sia ancora qualcuno che per logiche elettorali sia ancora disposto a seguirlo. Trovo che l’accorato appello di Biden alla fragilità della democrazia statunitense debba essere preso in seria considerazione, perché anche se l’impeachment a Trump non è stato votato dai 2/3 del Senato, chiunque ha ben chiaro come la sostanza dell’accusa non sia in discussione. E come la storia insegna, chi crede di essere perseguitato è incline a commettere i soliti errori. E questo potrebbe essere davvero pericoloso, per tutti.

Articoli scritti da max.frosini