Nuovi aiuti per dare concretezza ad un’idea di libertà

Una generazione di giovani afgani e sottolineo anche di giovani donne afgane ha vissuto libera, è andata a scuola, ha potuto utilizzare i social media, ha avuto la possibilità di praticare diverse forme di arte, è riuscita a ricoprire un ruolo attivo nella società. Obbiettivi raggiunti grazie all’impegno della cooperazione internazionale, dall’attivismo di molte ONG che hanno operato nel paese.
L’Afghanistan non era certo il migliore dei mondi possibile, ma quella che si è respirata negli ultimi 20 anni era un’idea di libertà, certamente molto più concreta di quanto non si prospetti con l’insediamento del nuovo regime talebano.
Il nostro compito è adesso quello di salvare vite, di tendere una mano a chi domanda il nostro aiuto.
Molti sindaci italiani si sono mobilitati per accogliere le persone in fuga da quell’inferno, tante associazioni femminili e femministe si sono dette disponibili a dare il loro solerte apporto a quelle donne afgane che sono state vittime di violenza, ma l’importante adesso è creare corridoi umanitari e protocolli veloci per l’accoglienza, evitare di lasciare solo chi ha creduto in un Afghanistan più libero e democratico. Anche coloro che credono in questi valori e sceglieranno di restare nel paese, devono avere la nostra protezione, il nostro sostegno. L’Italia e l’Europa non possono venir meno alle proprie responsabilità.

Articoli scritti da Lucia Ciampi