Paradossi sovranisti

Ci sono alleanze così poco sensate da risultare perfino paradossali. I sovranisti, ovvero quel simpatico gruppo che si autodefinisce “nazionalista” e che ha come obbiettivo quello di tutelare esclusivamente gli interessi del proprio Paese ha firmato una carta dei valori per “stare insieme” in Europa. L’allegra combriccola è composta da Marine Le Pen, Santiago Abascal, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e da due premier “illuminati” come Viktor Orban e Mateusz Morawiecki.
Bene. Lo scenario che definire contradditorio è assolutamente riduttivo è il seguente: alcuni nazionalisti che non credono nell’Europa, tanto che molto spesso hanno proposto l’uscita della propria nazione dall’UE, si alleano per stare insieme in Europa. La ricetta è semplice, puntare verso il federalismo europeo, accentuare l’autonomia dei singoli stati, perché prima di tutto occorre guardare entro i propri confini, ovvero pensare a noi stessi. Non è difficile comprendere, lo potrebbe fare anche un bambino piccolo, che un’alleanza basata su concetti individualisti ed egoisti non promette grandi rivoluzioni.
Per spiegarla meglio potrei usare una metafora calcistica visto i campionati europei in corso che ci stanno regalando grande soddisfazioni. Pensate a Orban, Salvini, Le Pen, Meloni, Abascal e Moawieiecki che decidono di fare una squadra. La prima regola che si danno è quella di concentrarsi esclusivamente sul proprio ruolo, non su quello degli altri componenti del team. La seconda regola è che ognuno è libero di scegliere autonomamente in che ruolo giocare. La terza è che ognuno avrà a disposizione il proprio pallone (magari fabbricato nelle aziende della propria nazione). A questo punto potranno scendere in campo per disputare la partita. Ma anche in questo caso ognuno vuole essere libero di decidere il regolamento della gara a seconda della convenienza del ruolo che si è scelto. Come è facile intuire questa squadra non avrà grandi chance di ottenere il benchè minimo risultato. De resto, come è accaduto solo un anno fa, sono stati proprio Ungheria e Polonia, ovvero Orban e Morawiecki a porre il veto sul NextGenerationEU e sul Recovery Plan che ha permesso all’Italia di avere tanti fondi a disposizione per rilanciare la propria economia. Se gli altri stati europei non si fossero imposti, grazie agli amici di Salvini e Meloni, nel nostro Paese non sarebbe arrivato neppure un euro per risollevasi dalla crisi post pandemica. Insomma un’alleanza che è un costante paradosso.

Articoli scritti da Lucia Ciampi