Patrick, prigioniero di coscienza!

La mattina di venerdì 7 Febbraio è stato arrestato, bendato e ammanettato dalla NSA (agenzia di sicurezza nazionale) egiziana per un interrogatorio in aeroporto.

Lo hanno accusato di “diffusione di notizie false”, “incitamento alla protesta” e “istigazione alla violenza e crimini terroristici”.

Il 5 Marzo, Patrick George Zaki, 27enne attivista e studente dell’Università di Bologna è stato trasferito nella prigione di Tora al Cairo, dove è tuttora detenuto.

L’ambasciatore italiano, Giampaolo Cantini, ha fatto pressione al governo egiziano affinché Patrick sia liberato. Anche l’Università di Bologna e Amnesty International chiedono a gran voce la sua scarcerazione.

Patrick è un “prigioniero di coscienza” che è stato condannato per il suo lavoro in favore dei diritti umani e le sue opinioni espresse tramite social media. A Bologna è apparso in questi giorni un bellissimo ritratto in formato maxi realizzato dall’artista Gianluca Costantini a ricordarci come una cortina di ferro imprigioni ancora il nostro giovane connazionale. E’ il momento di esercitare una pressione maggiore sull’Egitto per fare in modo che il giovane studente bolognese torni in Italia, da uomo libero, per incontrare di nuovo i suoi affetti e i suoi compagni di studio.

Articoli scritti da max.frosini