Pensioni: prima il confronto con le parti sociali e poi un occhio di riguardo alle donne

In campo previdenziale credo sia opportuno fare un po’ di chiarezza, perché, anche in questo ambito, c’è chi non perde occasione per fare demagogia e tenta di far passare messaggi che non corrispondono alla realtà dei fatti. Il riferimento, non casuale, è ovviamente alla Lega. Matteo Salvini e i suoi sodali ripetono ossessivamente che abolendo Quota 100 si ripristina la Legge Fornero, cosa palesemente falsa, visto che la Fornero non è mai stata tolta. Oltretutto Quota 100, misura testata in via sperimentale per 3 anni scade il 31 Dicembre 2021, periodo in cui davvero tante persone hanno continuato a beneficiare della Fornero.

Tra le ipotesi al vaglio adesso ci sono la Quota 102 (64 anni con 38 di contributi) e la Quota 104 (66 anni più 38 di contributi). Anche in questo caso è bene precisare come Quota 102 si applicherebbe solamente a chi matura i 38 anni di contributi nel 2022 per cui una platea ridottissima di persone, mentre per Quota 104 si fa riferimento a contributi da maturare nel 2023 e l’età pensionabile è solo di un anno inferiore a quella della legge Fornero.

In sostanza credo che sia opportuno approfondire la materia con le parti sociali e in particolar modo coi sindacati dei lavoratori. Adesso, a mio parere, risulta più utile potenziare da subito forme di flessibilità che vengono incontro alle esigenze soprattutto delle donne, decisament epenalizzat ein questi anni, come l’Ape Social ovveor la possiiblità di uscire dal mondo del lavoro a 63 anni con 30 anni di contributi (o 28 se si è madri) e l’opzione donna. In ogni caso credo si debba tener conto di come i 36 anni di contributi siano più congeniali soprattutto alle donne che per chiare ragioni hanno carriere più discontinue rispetto a quelle degli uomini.

Articoli scritti da Lucia Ciampi