Piuttosto che le navi, meglio bloccare l’ignoranza!

La disinformazione (la misinformation) e l’ignoranza si stanno radicando nella nostra società. Capita sempre più spesso che quelle che prima erano classificate come “chiacchiere da bar” arrivino sempre più frequentemente fino ai dibattiti televisivi, sulle piazze e addirittura tra gli scranni del Parlamento.
Un pericolo, quello dell’ignoranza e della disinformazione che dovrebbe vedere tutti i partiti uniti in una battaglia culturale senza precedenti. C’è addirittura chi, con un senso di irresponsabilità che sfiora il patologico, ha scelto di cavalcare queste “piaghe” per assecondare paure, ma anche sentimenti bassi o meschini. Alcuni “professionisti del falso” infatti lucrano sull’ingenuità dei cittadini in modo davvero abbietto.
La politica dovrebbe elevarsi, additare questi impostori, offrire altri modelli.
Difficile farlo insieme se la leader del partito Fratelli d’Italia soffia di nuovo sull’odio, continua a parlare di blocchi navali che l’Europa dovrebbe imporre e arriva a paragonare queste richieste, palesemente irrealizzabili, al fatto che alcuni italiani non possono avere vita sociale se non si vaccinano.
Il blocco navale è un’azione militare che si può parificare alla dichiarazione di un atto di guerra. E a quanto mi pare di aver compreso l’intenzione della leader di Fratelli d’Italia non è quella di intraprendere una nuova guerra contro la Libia o i talebani, ma di proseguire nella sua crociata contro i profughi. Quello che fa più male non sono certe dichiarazioni, ma il fatto che qualcuno possa condividerle e perfino apprezzarle.

Articoli scritti da Lucia Ciampi