Poltrone e dignità

Fare politica per i territori significa rinunciare a certi privilegi e lavorare per portare risultati ai propri concittadini. Un concetto che non pare molto chiaro alla Lega di Savini, già proprio a quel Capitano che in estate, ancora sotto gli effluvi dei cocktail del Papeete, cominciava a sbraitare di politici attaccati alle poltrone.

Forse già prevedeva che, Lucia Borgonzoni, candidata del suo partito nettamente sconfitta alle regionali in Emilia Romagna dal Governatore uscente del PD, Stefano Bonaccini, si sarebbe rimangiata la promessa fatta solo qualche settimana prima agli elettori, rimanendo attaccata alla poltrona in Senato anziché restare alla guida dell’opposizione in Regione.

Una scelta che non stupisce e che ne richiama altre fatte da esponenti leghisti che hanno preferito per arrivismo o puro interesse personale, andare là dove gli emolumenti sono più alti.

Così la Borgonzoni saluta l’Emilia e resta in Senato con uno stipendio maggiore e una poltrona assicurata, naturalmente con la benedizione di Matteo Salvini.

Il leader del Carroccio in questi giorni, del resto, non ha mai smesso di sottolineare l’importanza della figura di Lucia Borgonzoni a livello nazionale. Peccato che fino a qualche giorno prima delle elezioni in Emilia Romagna abbia tenuto nascosto la sa candidata, quasi avesse timore che parlasse.

Insomma le palesi contraddizioni dei leghisti e del suo capo carismatico sono già sotto gli occhi di tutti i cittadini. Facile accorgersi che per certi esponenti del Carroccio l’obbiettivo “poltrona” vale più della parola data e di un briciolo di dignità.

Articoli scritti da max.frosini