Prima gli italiani? No! Salvini ha scelto: prima la Lega!

“Prima gli italiani” o “Prima la Lega?”. Salvini ha scelto. E ha indubbiamente scelto il Carroccio, il suo partito.

In piena estate e con Ferragosto alle porte se ne va con il suo Carroccio lasciando il Paese nel caos con una finanziaria da approvare e i mercati che ci stanno già severamente punendo. Un comportamento talmente irresponsabile da non stupire. Del resto dall’atteggiamento tenuto dal Ministro dell’Interno in questo anno di legislatura si era già ampiamente compreso che il suo interesse primario era stare su un palco (di un comizio o di un beach party poco importa) piuttosto che al suo Dicastero. 

Già perché il terrore di Salvini è la prossima finanziaria che porterà il paese sul lastrico e che, piuttosto che intestarsi, vorrebbe votassero altri partiti diversi dalla Lega. Peccato che questo scempio lo abbia prodotto lui. Per usare una metafora molto calzante è come se un individuo desse fuoco alla sua casa, chiamasse i pompieri e poi uscisse tranquillo dalla sua abitazione chiedendo ai soccorritori che nel frattempo sono arrivati tutti trafelati “cosa sta succedendo?”. Non solo, ma (sempre restando in metafora) c’è il concreto rischio che Salvini pretenda anche di impartire ordini ai Vigili del Fuoco.

Facciamo ordine. E lasciamo Salvini ai suoi puri calcoli politici. Cosa rischiano l’Italia e gli italiani? L’esercizio provvisorio. Ovvero che non ci sia un esecutivo in mesi cruciali in cui è necessario che qualcuno prenda delle decisioni. C’è l’aggiornamento del quadro macroeconomico dell’Italia, con la nota di aggiornamento del DEF che va approvata entro il 27 Settembre. E poi la Legge di stabilità che deve essere invece presentata alle camere entro il 20 Ottobre e va approvata entro il 31 Dicembre. Se non si ottempera a queste scadenze, diventerebbe inevitabile per il 2020 l’esercizio provvisorio.

Ovvero instabilità assoluta (SPREAD alle stelle e tracollo dei titoli di stato) e un dato molto negativo per le imprese e per le famiglie italiane. Scatterebbe infatti l’aumento dell’IVA deliberato da Lega e 5 Stelle, ovvero aumento dell’aliquota IVA ridotta dal 10% al 13% nel 2020 e aumento dell’aliquota IVA ordinaria dal 22% al 25,2% nel 2020 e al 26,5% nel 2021. Sarebbe un disastro che va assolutamente evitato. Prima gli italiani poi i leghisti! Il problema è che in questo scenario politico non si intravedono facili soluzioni. O meglio non facili come trovare l’unico responsabile dello sfacelo che si prospetta: Salvini e la Lega.

Articoli scritti da max.frosini