Progressisti e conservatori

Credo che le parole “svolta” e “cambio” siano spesso abusate, soprattutto se pronunciate dalla destra più conservatrice e se riferite all’attuale situazione politica e alla prospettiva che si aprirà dopo il 25 Settembre.
Ci sono effettivamente dei partiti progressisti che guardano al futuro e cercano di fornire risposte concrete alle sfide che un Mondo in continuo cambiamento ci pone di fronte, altri che ritengono che la soluzione migliore sia quella di chiudersi a riccio, incuranti di quello che accade al di fuori dei nostri confini.
Per questo è fondamentale fare una netta scelta di campo alle prossime elezioni, perché possiamo decidere se vogliamo un’Italia aperta e moderna o conservatrice e appiattita sugli orizzonti nazionali.
E non credo sia difficile comprendere che scegliendo il Partito Democratico si sceglie la salvaguardia della natura e dell’ambiente contro i cambiamenti climatici in corso piuttosto che lo sfruttamento del nero fossile, si sceglie di dare forza all’Europa e alle scelte comunitarie condivise piuttosto che a nazionalismi che ci isolerebbero all’interno del nostro continente, si sceglie l’integrazione piuttosto che la discriminazione, si scelgono più diritti per tutti invece di pensare a distinzioni in base a orientamenti personali.
Insomma non tutti i politici sono uguali come non lo sono tutti i partiti. Basta solo decidere quale Paese vogliamo consegnare ai nostri figli, un’Italia imbalsamata che guarda con nostalgia al passato o un’Italia pronta a innovarsi e a saper cogliere le opportunità che il futuro ci riserva