Quando la propaganda va oltre il rispetto e la dignità

Giorgia Meloni pubblica il video dello stupro di cui è stata vittima una donna ucraina a Piacenza.
La domanda da porsi secondo me è solo questa: era davvero necessario condividerlo? La risposta è semplice: no.
Non servono immagini, filmati, clip o quant’altro possa in qualche modo urtare la sensibilità della vittima, quando si ha già evidenza del reato che è stato commesso.
Il fatto accaduto è gravissimo, si tratta di un atto brutale compiuto da un autentico barbaro che deve essere duramente punito per questa violenza. E se da un lato occorre condannare fermamente questo gesto, dall’altro è doveroso esprimere solidarietà alla donna vittima di questo gesto scellerato.
Si può fare a parole. Magari usandone un po’ più di 20 e cercando di esprimere concetti un po’ più articolati di “è sempre colpa del PD”, “il PD condanna me e non esprime solidarietà alla vittima”, “io sono vittima di una campagna di odio”. Tutti concetti che la Meloni e i suoi alleati ripetono come un mantra mistificando di volta in volta proposte e progetti concreti del Partito Democratico. Un disco rotto che ripete il solito refrain dall’inizio di questa campagna elettorale. Mi auguro che gli italiani non cadano nel tranello. Una cosa falsa ripetuta tante volte resta falsa.
Ma torniamo al video postato dalla leader di Fratelli d’Italia e alle domande che viene spontaneo porsi.
Riproporre il video di uno stupro a cosa serve? A chi giova? Condividerlo con miglia di seguaci che senso ha? Assume significato perché è uno straniero a farlo? Si cerca di instillare odio? Lo si fa per tornaconto elettorale? Di sicuro non lo si fa per proteggere la vittima. Non a caso la signora ucraina che è stata violata ha dichiarato che qualcuno l’ha riconosciuta e di essere disperata per questo motivo.
Mi pare evidente che postare quel video sia stata una palese mancanza di rispetto. Se la Meloni intende davvero sodalizzare con chi è stata vittima di quell’orrenda violenza cominci a chiedere scusa per quello che ha fatto.
Detto questo è giusto invocare una pena esemplare per l’autore dello stupro e fare il possibile per sostenere, anche psicologicamente, la signora ucraina.