Quello che è uscito dalle urne francesi…

Il voto francese deve far riflettere. Nel ballottaggio del prossimo 24 Aprile si affronteranno infatti il premier uscente Emmanuel Macron che ha raccolto il 27,6 per cento delle preferenze, e Marine Le Pen esponente del partito nazionalista di destra che ha raggiunto il 23,4 per cento dei voti.
Se da un lato la tenuta dell’attuale presidente francese fa ben sperare, dall’altra la crescita dell’estrema destra desta molta preoccupazione. Una vittoria della Le Pen al ballottaggio significherebbe la fine dell’Europa che conosciamo e un coacervo di spinte nazionaliste che porterebbe ad una parcellizzazione di interessi che è esattamente l’opposto della risposta che l’Ue dovrebbe offrire di fronte ad una situazione di guerra, complicata come quella che stiamo vivendo.
Servono infatti politiche comuni di approvvigionamento delle risorse, una difesa comune e strategie comuni per raggiungere le 0 emissioni ed essere indipendenti dagli altri paesi nei prossimi decenni.
Il risultato ottenuto da Mélenchon 22,2%, il candidato di sinistra fa comprendere come i temi del lavoro e dell’inclusione sociale siano forti e sentiti.
E’ confortante sapere che quasi tutti i candidati sconfitti abbiano fatto fronte comune contro la Le Pen, mentre mi sembra doveroso sottolineare come nelle grandi città di Francia, l’europeismo sia più forte e convinto che nelle periferie e nelle province dove la Le Pen ottiene più consensi. E’ la conferma di come sussista una sperequazione culturale ed economica tra i vari territori dello stesso paese. Una cosa comune ad altre nazioni europee, da tenere di conto, da affrontare.

Articoli scritti da Lucia Ciampi