Quello che non fa…

Quello che NON ha fatto questo Governo per il comparto scolastico è sotto gli occhi di tutti, ma forse vale la pena sottolinearlo perché, come al solito, la retorica propagandistica di Lega e 5Stelle rischia di annebbiare le idee.

Come ha ben evidenziato la senatrice Malpezzi, l’esecutivo gialloverde NON ha fatto un piano assunzionale e NON ha stanziato risorse per l’edilizia scolastica. Il Governo sta cercando di spacciare il normale turn over come assunzioni, mentre i fondi per l’edilizia millantati sono in realtà lo sblocco di finanziamenti europei lasciati in eredità dai precedenti.

E al peggio non c’è limite. Sono state infatti ridotte le cattedre da assegnare per il prossimo anno scolastico.
In pratica non c’è un piano di assunzione per i docenti e ci sono meno posti a disposizione.
A settembre verranno perciò assunti 5000 insegnanti in meno rispetto a quelli preventivati di recente dal Ministro dell’Istruzione Bussetti e ben 3700 in meno rispetto a quelli richiesti solo un anno fa.

Oltretutto entro il 31 Agosto andranno in pensione ben 42000 docenti, il che significa che il prossimo anno scolastico aumenteranno significativamente le supplenze.
Grazie a questo Governo arriveremo pertanto allo strabiliante record negativo di 160000 cattedre assegnate a tempo determinato a personale precario. Un risultato di cui l’esecutivo gialloverde può tranquillamente prendersi tutti i demeriti.

Per cui a settembre a scuola ci saranno meno insegnanti di ruolo e più docenti precari, meno risorse, nessun investimento sull’edilizia scolastica se non quelli ereditati. Ma la cosa più preoccupante è che non ci sarà neppure un piano sensato per programmare il futuro e assicurare agli studenti un’istruzione di livello.
Uno sfacelo totale. Da quando l’esecutivo Lega 5Stelle si è insediato non ha fatto altro che tagliare sulla scuola, oppure utilizzare risorse stanziate da altri governi spacciandole come investimenti, senza pensare al futuro dell’Istruzione Pubblica in Italia.

Il Ministro Bussetti non ha avuto neppure il coraggio di opporsi al taglio di 5000 posti rispetto a quelli che aveva chiesto per garantire un regolare avvio dell’anno scolastico. Difficile pensare che, con questi presupposti, l’avvicinarsi della prima campanella per molti Istituti Scolastici Italiani non sia già un incubo.

Articoli scritti da max.frosini