Quello che un caffè può valere…

Pisa è di nuovo al centro della cronaca locale e, di nuovo, per un fatto francamente disdicevole. Un esercente ha infatti negato ad un venditore ambulante di colore un caffè.

Ai due studenti che si erano offerti di pagarlo avrebbe detto che in una situazione di crisi come questa non si poteva permettere di farsi trovare al bancone o a un tavolino un  migrante di colore che magari sarebbe tornato anche nei giorni successivi.

Difficile commentare episodi del genere. Come difficile è comprendere dove sia finita la nostra umanità o per quale moderno disvalore abbiamo deciso di sacrificarla. Qualcosa è cambiato in questi anni. Sicuramente la crisi economica e le sue implicazioni hanno molto influito, così come quelle campagne di odio tambureggianti che hanno facilitato la lettura di qualsiasi evento attribuendo la colpa di ogni male ai migranti. Ci sono forze politiche che per puri fini elettorali hanno addirittura cavalcato queste forme di xenofobia.

Un caffè a Pisa, pagato, tutti devono avere il diritto di berlo. Un Sindaco, presente a se stesso e visibile alla cittadinanza, dovrebbe indignarsi per quanto accaduto perché mette in cattiva luce una città che fonda sulla conoscenza, sul sapere e sulla cultura le sue tradizioni e la sua storia. Infangarla con queste meschinità di stampo razzista, non fa onore a Pisa e ai pisani.

Articoli scritti da max.frosini