Referendum sulla giustizia, un flop annunciato…

Un flop annunciato e ancor più clamoroso di quanto previsto. Il referendum sulla giustizia è stato il meno partecipato della storia della nostra Repubblica e, naturalmente, il leader che più lo aveva promosso, Matteo Salvini, adesso quasi lo disconosce, tanto che negli ultimi tempi rarissimamente ne ha fatto accenno sulle sue attivissime pagine social.

E pensare che solo il 16 Febbraio aveva gioito dichiarando che il via libera della Corte al referendum era una “vittoria” che il centro destra non era riuscito ad ottenere in 30 anni. Invece neppure gli elettori di destra mobilitati per questa consultazione sono andati alle urne. Ed è per questo che adesso i quesiti referendari appaiono orfani della paternità leghista (e non solo) e benché alcuni abbiano avuto percentuali di voto molto equilibrate tra “sì” e “no”, credo che il dato più significativo sia il fatto che le riforme sulla giustizia debbano essere fatte in Parlamento e, non a caso, siano nell’agenda del Governo Draghi.

Scegliendo di non andare a votare penso che gli italiani abbiano voluto sottolineare anche questo fatto. I referendum sono uno strumento molto importante per la democrazia del nostro Paese, ma ritengo che sia importante utilizzarlo in maniera “non strumentale” e con l’intento di interrogare i cittadini su temi di reale interesse e sui quali, il Parlamento non sta già legiferando.

Articoli scritti da Lucia Ciampi