Restiamo unite al fianco delle donne afgane

Consumiamo informazioni ad una velocità impressionante e spesso, altrettanto rapidamente, ci dimentichiamo. Sono passati poco più di 6 mesi da quando i talebani sono tornati al potere in Afghanistan instaurando nuovamente un regime illiberale che esercita una violenza di tipo vessatorio sulle donne che non ha eguali.

E’ di questi giorni la notizia che i talebani hanno ordinato alle compagnie aeree afgane di impedire alle donne di imbarcarsi a meno che non siano accompagnate da un parente maschio. Nel giro di pochi mesi ogni conquista sociale strappata negli ultimi 20 anni è stata cancellata. Adesso, in Afghanistan, le donne non possono studiare, lavorare fuori dalle loro case salvo pochissime eccezioni, non possono scegliere.

Sono private di ogni libertà, i loro diritti fondamentali vengono sistematicamente violati. Una condizione insostenibile che chiude ad ogni speranza, ad ogni aspirazione e che, in sostanza, impedisce di vivere, di intravedere un futuro migliore.
Per questo aderisco convintamente alla staffetta #donneafganelibere fortemente voluta dalla Commissione Diritti Umani del Senato.

Credo sia un’iniziativa lodevole per tenere sempre viva l’attenzione su questo tema, per denunciare ogni giorno la drammatica e atroce situazione in cui si trovano le donne afgane, prigioniere di fatto di un regime liberticida che non riconosce i diritti più basilari.
Penso sia doveroso in questo frangente ricordare anche il conflitto che sta martoriando l’Ucraina, luogo di rinnovata sofferenza e violazione di diritti.

E’ essenziale pertanto restare unite e impegnarci per far sentire la nostra voce a tutte quelle donne che piegate sotto crudeli dittature o coinvolte improvvisamente in scenari di guerra, continuano a credere nella pace, nella libertà, in una vita differente per loro e per i loro figli.

Articoli scritti da Lucia Ciampi