Sanna Marin e il diritto alla gioia

Trovo esasperante lo scalpore destato dalle foto e dai video privati che ritraevano la premier finlandese, Sanna Marin, mentre ballava durante un’uscita con le amiche o mentre ascoltava con passione un concerto rock. Io non ci ho trovato niente di male se non una legittima voglia di divertirsi e vivere qualche momento di leggerezza. Gli scatti e i filmati non sono stati volutamente diffusi e, comunque, se non ledono minimamente la dignità e l’autorevolezza di un’istituzione, non dovrebbero essere strumentalizzati. Mi auguro piuttosto che queste immagini possano servire (e forse lo hanno già fatto, considerati i video messaggi di solidarietà arrivati alla premier finlandese) ad avvicinare altri giovani alla politica, una politica fatta di persone normali che fanno cose normali.
Non ho visto tanto per essere chiari, un leader in costume pronto a togliere la fiducia ad un Governo, mentre beveva e ballava al Papeete ripreso da chiunque per fare proseliti in spiaggia. O peggio ancora sentito di “cene eleganti” in cui alcune donne si travestivano da infermiere per il piacere del padrone di casa e dei convitati.
Anzia alla luce del raggelante post in cui la Meloni ripropone lo stupro di cui è stata vittima una donna a Piacenza, credo che Sanna Marin possa insegnarci che più che una capo di governo donna, al nostro Paese serva una premier femminista in grado di rispettare e tutelare le altre donne, di difenderne i diritti donne e di portare avanti le istanze necessarie ad appianare le disuguaglianze di genere che ancora sussistono nel nostro Paese. In Italia ci sono tante donne di valore capace di farlo, con atteggiamenti e dichiarazioni inequivocabili la Meloni ha già dimostrato di non poter essere tra queste.
Peraltro Sanna Marin ha avuto anche l’accortezza di rilasciare una specchiata dichiarazione in merito alla querelle che l’ha vista coinvolta e che voglio riportarvi: “Posso onestamente dire che quest’ultima settimana non è stata la più facile della mia vita. Anzi, è stata molto difficile.
Nonostante ciò, voglio fidarmi e credere che le persone guarderanno a ciò che facciamo al lavoro piuttosto che a ciò che facciamo nel nostro tempo libero.
Sono umana.
E anche io a volte desidero gioia, luce e divertimento in mezzo a queste nuvole scure. E questo riguarda tutti i video che non vorrei vedere, e so che non vorreste vedere, e che invece vengono mostrati a tutti noi.
È privato, è gioia ed è vita. Ma non ho perso un solo giorno di lavoro, non ho lasciato un solo compito ancora da svolgere, e non lo farò”.