Una scelta che va rispettata e garantita in ogni Regione d’Italia

Una legge dello stato, la 194, afferma che occorre garantire una adeguata presenza di medici non obiettori nelle strutture sanitarie oltre a garantire l’accesso all’interruzione farmacologica della gravidanza, anche senza ricovero, come previsto dalle linee guida ministeriali.
In una parola deve essere garantito sostegno alla libertà di scelta femminile, sempre, anche attraverso l’effettiva neutralità dei consultori.

Da oltre due anni, ovvero dal 2020 quando alla presidenza della Regione Marche si è insediato Francesco Acquaroli, rappresentante di Fratelli d’Italia, esercitare questo diritto è diventato problematico.

Il post di Chiara Ferragni sui propri social ha avuto il merito di portare all’evidenza nazionale vicende che da sempre sono al centro dell’attenzione del Partito Democratico, sia nelle Marche che a livello italiano. E da questo punto di vista la distinzione tra centrosinistra e destra è chiara: il PD si schiera dalla parte delle donne, rispettando la libertà di ognuna a scegliere del proprio corpo e della propria vita, senza sottostare a pregiudizi o a costrizioni di varia natura.

La Giunta Acquaroli non ha recepito le linee guida ministeriali sull’interruzione volontaria di gravidanza che prevedono la possibilità di somministrazione della pillola RU486 nei consultori fino alla nona settimana di amenorrea e, oltretutto, ha presentato una proposta di legge di riforma dei consultori che apre alle associazioni “nochoice”. Come se non bastasse il capogruppo di maggioranza della Regione Marche di Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli, in una dichiarazione improvvida sembra legare il diritto all’aborto alla presunta “sostituzione etnica” in atto in Italia ordita da immigrati intenti a rimpiazzare la “razza italiana”.

Non si può sindacare sulle scelte di qualsiasi donna, tanto più deve farlo un partito o un politico che è a servizio dello Stato e deve difendere diritti e libertà dei singoli individui.
Ogni donna ha la sua storia e ci sono scelte di vita, spesso dolorose, che vanno rispettate e non ostacolate. E’ necessario che su questi principi non ci siano distinguo o tentennamenti.