Se anche l’Olocausto diventa “di parte” è l’ora di non perdere il “treno della memoria”!

Ci sono segnali estremamente preoccupanti. E’ nostro compito non sottovalutarli e fare in modo che tutti i cittadini si rendano conto che la china che ha preso da qualche anno a questa parte il nostro paese è estremamente pericolosa.
Uno di questi segnali arriva, guarda caso, da Predappio, il Comune che ha dato i natali al Duce e che è spesso teatro di manifestazioni nostalgiche davvero inquietanti. Solo due settimane fa in “memoria” della Marcia su Roma nel piccolo paese romagnolo abbiamo visto sfilare camice nere, abbiamo assistito a saluti romani e a striscioni che dichiaravano apertamente “Non siamo gli imbalsamatori del passato ma gli anticipatori del futuro”. E non è ovviamente un caso isolato, basti pensare a quando un anno fa un’esponente di Forza Nuova girellava fieramente per le strade di Predappio con indosso una maglietta con su scritto “Auschwitzland”.

Ebbene invece che lavorare approfonditamente sulla memoria dei giovani studenti, in modo che potessero vedere e toccare con mano gli orrori, i peggiori della storia dell’umanità, prodotti da un regime illiberale come quello nazi-fascista, il Comune di Predappio ha deciso di non finanziare il Treno della Memoria definendolo “un’iniziativa di parte”.

Una presa di posizione scioccante. Un altro segnale che fa paura. Un’esperienza come quella del Treno della Memoria, a cui ho avuto l’opportunità di partecipare in veste di Sindaco e insegnante è un’esperienza che dovrebbero fare non solo tutti i nostri ragazzi e le nostre ragazze, ma anche gli adulti che parlano senza cognizione di causa della Shoah, i negazionisti, quelli che dichiarano di essere “stufi” di sentirne parlare.

L’esperienza de “Treno della Memoria” è qualcosa che ti segna per sempre. Un’esperienza che chiunque dovrebbe fare, che dovrebbe essere “universale” e che definire “di parte” è semplicemente cretino. Mi auguro che non solo venga finanziata ma anche che siano incrementati i fondi a sostegno di un’iniziativa che ha già portato migliaia e migliaia di studenti a conoscere gli orrori dei campi di sterminio.

Articoli scritti da max.frosini