Serve pace

E’ con grande angoscia che seguiamo da tempo gli sviluppi della crisi tra Ucraina e Russia. Una tensione che in realtà va avanti da anni e che ha avuto un’ulteriore escalation a partire dalla primavera del 2021 quando la Russia ha iniziato a spostare armi e equipaggiamenti militari in Crimea a pochi chilometri dal confine con l’Ucraina.
L’Ucraina da oltre 30 anni, ovvero dal crollo dell’URSS è un paese indipendente, libero. Libero anche di scegliere le proprie alleanze a livello internazionale. Appare chiaro però che questa apparente libertà e fortemente condizionata dall’influenza russa. Nel 2019 infatti l’Ucraina ha indicato tra i suoi obbiettivi di lungo periodo l’ingresso nella NATO. Impegno non gradito a Putin che con 140.000 soldati che stanno “esercitandosi” al confine, di fatto intende minacciare Kiev.
Il leader del Cremlino è in calo di consensi e attraverso questa azione, vuole riaffermare il peso della Russia nello scacchiere geopolitico. Sono state rinforzate le missioni NATO ai confini russi e a gennaio sono arrivate forniture militari all’Ucraina dagli Stati Uniti, dal Regno Unito, dalla Spagna, dalla Polonia e dalla Danimarca. La tensione si fa sempre più alta e spirano venti di guerra. Una guerra che sarebbe inconcepibile e le cui ripercussioni potrebbero essere devastanti. Putin ci ha dimostrato in passato di non essere nuovo a certe aggressioni, basti pensare all’annessione illegale della Crimea nel 2014 e alla proclamazione delle repubbliche indipendenti di Donetsk e Lugansk sostenute da Mosca e sempre in lotta contro Kiev.
All’Ucraina serve pace, non guerra. Per questo l’Italia e l’Europa non possono accettare altre violazioni russe. Il dialogo con Mosca deve continuare, ma Putin deve sapere che un attacco o un’invasione dell’Ucraina avrà conseguenze non di poco conto. Serve un po’ di buonsenso, serve garantire libertà di scelta ad uno stato indipendente. La pace sarebbe la vittoria più grande, per tutti.