Silvia Romano è libera. La grettezza di certe persone è intollerabile.

Sono sempre più sorpresa dai livelli di grettezza che si possono raggiungere anche nel commentare quella che, a rigor di logica, dovrebbe essere una bella notizia per chiunque abbia un briciolo di intelligenza e qualche grammo di cuore.

Una ragazza, Silvia Romano, dopo aver vissuto da 18 mesi di prigionia torna a casa e può riabbracciare la sua famiglia.

Lo fa in un giorno particolare, quello in cui si celebra la festa della mamma. Purtroppo come recita un detto popolare ci sono ragazzi (anche cresciutelli) con mamme “sempre incinta” che non perdono un secondo per palesare la loro imbecillità. Lo hanno fatto anche stavolta scrivendo meschinità sul conto di Silvia e infestando il suo profilo Facebook di commenti volgari, sessisti e da trogloditi. Non a caso per questi insulti la pagina social di Silvia è stata chiusa ed è stata aperta invece un’indagine contro ignoti per minacce aggravate.

Come se non bastasse ci sono quotidiani, quindi giornalisti, che in barba al codice deontologico, pubblicano titoli deliranti che, in alcuni casi, sono stati addirittura ripresi da presunti intellettuali per dar vita a ricostruzioni fantastiche di un fatto molto semplice da commentare: Silvia è viva, sta bene e può abbracciare i suoi cari.

Quello che attiene la vita privata di una ragazza che ha vissuto una prigionia molto lunga e certamente non facile, dovrebbe essere inviolabile. Mi meraviglio di come molte persone senza conoscere affatto Silvia, la sua personalità, i suoi trascorsi e ogni accadimento, si permettano  liberamente di sindacare. A fiancheggiare questi atteggiamenti vili e stupidi, arrivano anche un post  di un consigliere venetista ex assessore di una giunta leghista di un comune trevigiano che invita ad impiccare la giovane ed altre oscenità di cattivo gusto riconducibili a fazioni politiche ben identificabili.

Credo semplicemente che non sia ammissibile, che si sia valicato ancora una volta il limite di bassezza che può raggiungere l’umanità. Lasciamo in pace Silvia. Rispettiamo la sua privacy. Rallegriamoci per la sua liberazione. Asteniamoci da ogni ulteriore commento. A volte non servono, davvero.

Articoli scritti da max.frosini