Sulla pelle delle donne

A testimoniare come la Turchia non sia propriamente la nazione dove più si rispettano le libertà e i diritti delle donne lo si può facilmente comprendere anche dalla testimonianza di Ipek Yedzani che ha raccontato ad alcuni giornali italiani la difficoltà di svolgere un mestiere come quello della giornalista in un paese che si trova al 154esimo posto al mondo per la libertà di stampa e che continua a compiere passi indietro in questo senso.

La Turchia si è ritirata dalla Convenzione di Istanbul, il trattato internazionale sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e contro la violenza domestica; trattato di cui era stata 10 anni fa la prima nazione firmataria. Una mossa di Erdogan, chiaramente politica, che secondo la giornalista ricerca consenso nel partito dell’Apk e negli ambienti più conservatori del Paese.

Una scelta scellerata, fatta sulla pelle delle donne e che è chiaramente volta a limitare le loro libertà e quasi a legittimare una loro inferiorità. La cosa spaventosa è che la Turchia non è la sola a perseguire una strada indirizzata chiaramente alla limitazione di diritti conquistati a fatica dalle donne nel corso degli anni. Pensiamo soprattutto alle destre populiste ed oltranziste che stanno chiedendo l’abolizione del divorzio e che, ad esempio in Polonia, come forza di Governo, hanno reso praticamente impossibile abortire. La deriva turca deve essere arginata. L’Europa deve farsi sentire, ora più che mai. Non si può restare in silenzio di fronte a certi atteggiamenti e neppure accettare supinamente scelte ignominiose e oscurantiste.

Articoli scritti da Lucia Ciampi