Svastiche, razzismo e xenofobia

Il clima di intolleranza che si respira in alcune zone d’Italia non può non destare preoccupazione. A San Daniele del Friuli, in provincia di Udine, si è registrato nei giorni scorsi un altro episodio di antisemitismo. Alcune menti malate hanno disegnato una svastica sulla casa dove visse Arianna Szorenyi, deportata ad Auschwitz. Non solo, ma gli stessi razzisti hanno voluto dar ancora più forza a questo orripilante gesto inviando una lettera ai consiglieri di minoranza del Comune. Poche righe che dimostrano in maniera incontrovertibile come esistano ad oggi persone dichiaratamente xenofobe, incapaci di comprendere la gravità del messaggio di cui si fanno latori e a cui la storia non ha insegnato assolutamente nulla.

Chi scrive “dopo 75 anni l’ebreo è sempre ebreo” dovrebbe vergognarsi perché insulta la nostra memoria e quella di un popolo intero. Non è umanamente concepibile che ci sia ancora qualcuno che dopo l’immane tragedia della shoah abbia pensieri del genere e si avventuri anche a scriverli.

L’unico rimedio a certi comportamenti barbari e vigliacchi, a mio avviso resta la cultura, la conoscenza, l’istruzione e quindi la scuola. Dobbiamo fare in modo che le nuove generazioni, gli studenti di oggi, ovvero gli adulti di domani, comprendano gli orrori perpetrati dal nazifascismo e crescano sviluppando una coscienza antirazzista e antixenofoba, la sola in grado di assicurare un futuro di pace al nostro Paese. Questa è l’unica battaglia di civiltà che dovremmo combattere tutti insieme, senza nessun distinguo.

Articoli scritti da max.frosini