“Tocca a noi” aiutare e cercare di salvare i bambini e i civili che subiscono questa guerra

“Tocca a noi” era lo lo slogan della bella manifestazione che si è svolta in questi giorni a Bologna e ha visto la presenza di tanti cantanti e tanti artisti del nostro Paese che si sono esibiti, dopo anni in cui i concerti all’aperto sono stati un miraggio, in una “Piazza Grande”, quella messa in musica da Lucio Dalla, gremita di persone come non mai.

Lo hanno fatto, in maniera splendida, coadiuvati da migliaia di giovani spettatori per dire “Stop alla guerra” e per dare una mano all’ong Save th Children che offre sostegno a quei bambini ucraini che si sono trovati catapultati in una realtà orrenda che non comprendono e che spesso divide le loro famiglie. E poi ci sono tragedie che devono essere raccontate per riuscire ad afferrare il vero senso della parola guerra e le sue implicazioni, che spesso sono da ricercare nella devastazione e nella morte di persone innocenti.

Come è accaduto a Sasha un meraviglioso bambino di 4 anni che viveva nella periferia di Kiev e che insieme alla nonna ha tentato di fuggire da quell’orrore e di riabbracciare sua mamma e suo padre attraversando il fiume Dnipro su una barca, visto che il ponte era stato bombardato.
Il piccolo Sasha non è mai riuscito a trovare conforto tra le braccia dei suoi genitori, i russi hanno colpito la barca che trasportava lui e la nonna, affondandola.

Il corpicino di Sasha è stato ritrovato quasi un mese dopo. La guerra è il male assoluto, quello più cieco, sordo e insensibile, un male che non ha limiti e annienta la bellezza della vita. E’ incredibile che alcuni esseri umani che si dicono dotati di intelletto, continuino a pensare che sia un “male necessario”. L’unico gesto davvero necessario sarebbe fermare tutte quelle persone che lo sostengono. Ora e sempre.