Tra opportunisti e europeisti a giorni alterni

Gli opportunisti decidono di agire solo in base alla loro personale convenienza. Una caratteristica che accomuna, purtroppo, sempre più persone, ma che male si adatta a chi intende il nostro Paese come una grande comunità che dovrebbe coltivare ben altri valori.

Credo che l’emblema dell’opportunismo politico sia rappresentato da Matteo Salvini e dal suo partito, europeisti a giorni alterni.

Del resto anche gli esponenti del Carroccio a Bruxelles non brillano per la loro autonomia, ma soprattutto per la capacità di seguire le direttive del Capitano.

Stupisce che dopo le aperture di soli pochi mesi fa, Salvini abbia in programma per questo giovedì un incontro a Budapest con il premier Viktor Orban e il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, due nazionalisti della prima ora, per “stipulare”, forse, un’alleanza politica che avrà tra i suoi cardini temi come vaccinazioni, ripresa economica post-pandemia, migrazioni e politiche della famiglia. E’ lecito immaginarsi cosa possa scaturirne, sicuramente indicazioni che vanno a riaffermare, come del resto è già accaduto in passato, una veduta di intenti che mal si sposa con l’idea di un’Europa unita e solidale, salvo poi appellarsi all’UE nei momenti di necessità. Questo più che nazionalismo, si chiama opportunismo. Sarebbe, in realtà, più opportuno che a guidare partiti e nazioni ci fossero politici illuminati da più alti principi e valori, magari in grado di trasmetterli ad un’intera comunità. Sicuramente non è il caso dei leader della Lega e Diritto e Giustizia (PiS).

Articoli scritti da Lucia Ciampi