Tra rischi e responsabilità

Mi pare indiscutibile osservare, anche confrontando i vari dati (compresi quelli sui rimpatri tanto cari a Salvini e in calo rispetto all’esecutivo Gentiloni), che il governo gialloverde abbia fallito. Misure fatte tutte in deficit o con introiti legati a condoni che hanno fiaccato ancor più l’economia del paese. Inutile nascondere che la soluzione di un governo coi 5 Stelle non entusiasmi. Sinceramente mi appassiona ancor meno la questione Premier o toto-ministri.

Il pericolo oggi si chiama “aumento dell’IVA”, “crescita 0”, “deriva autoritaria”, “irrilevanza a livello internazionale”, “carenza di medici e docenti”. Questi sono i rischi che una politica seria, una politica che non bada agli interessi di partito (al contrario di quanto ha fatto la Lega di Salvini), è chiamata a risolvere. Servono politiche di sviluppo industriali, buste paga più alte per i lavoratori, un oculato piano infrastrutturale che modernizzi il paese, nuove politiche a sostegno del lavoro.

Oggi affermare “prima gli italiani”, motto tanto caro al leader del Carroccio in caduta libera, significa dire “mettiamo a posto i conti dell’Italia, scongiuriamo aumenti dell’IVA che sarebbero devastanti per cittadini e imprese e garantiamo un governo affidabile al paese”. Tutto il resto, in questo momento, passa in secondo piano.

Articoli scritti da max.frosini