Tra scienza e immaginazione…

Difficile nascondere l’emozione di fronte agli enormi progressi della scienza, a quelli che ci permettono di guardare oltre l’orizzonte della nostra vita. Venerdì 18 Febbraio la missione Mars 2020 della Nasa ha portato sulla superficie del Pianeta Rosso un piccolo, ma attrezzatissimo robot (perdonate se uso termini non tecnici, ma non sono un’esperta), il Rover Perseverance.

Non è il primo veicolo ad atterrare sul suolo marziano, ma è quello che perlustrerà un’area quantomai significativa del pianeta, quella del cratere Jazero, bacino di un antichissimo lago che potrebbe conservare tracce di vita passata.

Un’ipotesi senza dubbio affascinante che potrà essere avvalorata in maniera definitiva solo tra 10 anni quando i campioni prelevati da Perseverance saranno riportati sulla Terra e adeguatamente analizzati.

Quello che più mi ha colpito di questa missione è, senza dubbio, la capacità umana di sfidare i sogni e confutarli attraverso la razionalità, la conoscenza e il sapere. Solo poche decine di anni fa i “marziani” erano personaggi che popolavano esclusivamente la nostra fantasia e molte opere letterarie di fantascienza, tra poco invece potremmo realmente sapere se su Marte si sia mai replicato il miracolo della vita.

Siamo riusciti a progettare veicoli spaziali in grado di coprire in poco più di 7 mesi una distanza di quasi 3,9 milioni di chilometri, ovvero quella che separa la Terra dal Pianeta Rosso, ed è sempre emozionante assistere ai nuovi grandi passi compiuti dalla scienza. D’altro canto credo però che per nostra natura siamo destinati a lasciarci sedurre dal fascino del mistero e dell’immaginazione che, oltre a essere gli ingredienti base del romanticismo e della creatività, sono anche il motore di imprese come queste.

Articoli scritti da Lucia Ciampi