Un altro gradino verso la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

L’11 Novembre sono intervenuta nell’aula di Montecitorio per parlare di un argomento che mi sta molto a cuore in vista del 25 Novembre la data che, con una risoluzione delle Nazioni Unite, è stata dichiarata Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Vorrei che questa giornata non fosse vissuta come una semplice ricorrenza, ma come l’assunto universale che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani.

Ed è proprio dal tessuto sociale del nostro paese che dobbiamo partire per consentire alla cultura del rispetto di radicarsi. Dobbiamo sostenere tutte quelle iniziative che si pongono l’obbiettivo di superare pregiudizi e disuguaglianze che, purtroppo, sono ancora presenti.

Non è un caso che il primo atto della scorsa legislatura, la XVII, sia stata la ratifica della cosiddetta Convenzione di Istanbul, il primo strumento giuridicamente vincolante, In Italia, a tutela delle donne.

La Convenzione parte da una definizione che, a mio avviso stabilisce perfettamente i contorni entro cui dobbiamo intervenire. Quando parliamo di violenza contro le donne parliamo infatti di, cito testualmente, “una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella sfera pubblica che nella sfera privata”.

Per riuscire concretamente ad incidere con la nostra azione, impendendo questa “violazione di diritti umani” e questa “discriminazione” dobbiamo muoverci sui tre assi proposti dalla Convenzione, ovvero quello della prevenzione, quello della protezione e del sostegno e quello del perseguimento e della punizione di chi compie certi reati.

Sono assi strategici che vanno a toccare i più disparati aspetti della nostra società, da quello economico a quello della comunicazione, dall’ambito del lavoro a quello della formazione, dal tema della giustizia a quello della sanità, dalla normativa sull’affido a quella sulla detenzione delle armi.

Argomenti che dobbiamo affrontare uno ad uno con misure adatte per dare supporto alle donne, che servano quindi a prevenire la violenza e a tutelare coloro che di questa violenza sono già state vittima; che diano armi efficaci alle donne per far fronte ad ogni forma di molestia e che al contempo tolgano le armi a quegli uomini, spesso ex-partner o familiari, che le usano per ferire o uccidere.

Qua sotto il video completo del mio intervento nell’Aula di Montecitorio.

Articoli scritti da max.frosini