Un bis richiesto da quasi tutto il Parlamento!

Come era ormai già evidente prima dell’ottava votazione, Sergio Mattarella è stato rieletto Presidente della Repubblica con un larghissimo consenso, numeri che tutto sommato rispecchiamo la maggioranza allargata che sostiene attualmente il Governo.
Sono due dati che non possono che fare piacere, innanzitutto perché conosciamo il valore umano, politico e istituzionale del Presidente Mattarella e sapere che sarà di nuovo lui a ricoprire l’incarico di Capo dello Stato non può che tranquillizzare l’intero Paese che si è stretto intorno a lui in questo settennato. L’altra nota positiva è che con questa rielezione riusciamo a dare un segnale di stabilità all’Italia, all’Europa e al Mondo. Confermiamo infatti due figure forti, importanti e di prestigio internazionale alla guida del Paese. La maggioranza che ha rieletto Mattarella come Presidente della nostra Repubblica è infatti la stessa che sostiene l’operato di Mario Draghi al Governo.
Si può essere dunque molto soddisfatti, a mio avviso, per il risultato delle elezioni quirinalizie. Merita senza dubbio una riflessione il fatto di come siamo arrivati a questo risultato. Mi sono già espressa sui giorni perduti dietro a leader che, pur non avendo l’ombra di una maggioranza sicura, erano convinti di “essere investiti” della carica di “kingmaker” e di poter procedere ad una votazione così importante con forzature e inopinate fughe in avanti. Atteggiamenti che, come spesso accade, alla prova dei fatti hanno mostrato tutta la loro inconsistenza.
Eviterei di parlare di “fallimento della politica” quindi senza distinzioni o specificazioni. Il PD e il suo segretario, che prima delle votazioni non ha mai nascosto il suo apprezzamento al Presidente della Repubblica arrivando a definire il “Mattarella bis” come una delle soluzioni ideali, ha fin da subito indicato nella concertazione tra le forze che sostengono il Governo Draghi la via maestra per arrivare al nome di un Capo dello Stato condiviso. C’è quindi chi ha cercato dall’inizio di evitare quello stallo che invece è durato 6 giorni e 7 votazioni. Per cui, come faccio da sempre invito a diffidare delle generalizzazioni.
L’ultima riflessione che si può trarre dalla settimana appena trascorsa è poi l’opportunità di adottare un iter più veloce e trasparente per arrivare alle elezioni del Presidente della Repubblica che non necessariamente deve passare per l’elezione diretta del Capo dello Stato. Forse occorre pensare a nuove regole in grado di scongiurare personalismi fuori luogo.
Detto questo sono stata onorata di far parte dei grandi elettori del PD che rappresentavano, vale la pena ricordarlo, il 15% dell’intero corpo votante. Non nascondo, come non ho mai fatto del resto, che i tempi fossero maturi per vedere una donna di alto profilo e di grande valore alla guida del Paese, ma nell’intricata situazione che si è venuta a creare per i motivi sopra citati, sono davvero felice che sia Sergio Mattarella a rappresentare la più alta carica del nostro Stato. Penso che tutti gli italiani stimino l’operato del Presidente, nutrano un grande affetto nei suoi confronti e gli siano molto grati per aver accettato nuovamente l’incarico.