Un campione assoluto e un campione d’incoerenza

Capisco l’esigenza di “sentirsi in obbligo” di twittare su ogni argomento di tendenza, ma credo che serva quel pizzico di coerenza necessaria per mostrare un minimo di rispetto verso una persona che è stato un idolo assoluto, che con le sue magie ha fatto sognare bambini e intere generazioni di appassionati di calcio, che ha sbagliato tanto, ma che ha anche saputo mostrare la sua grande generosità in più di un’occasione. Ho visto in questo breve tempo infiniti replay del suo gol di mano all’Inghilterra, la famosa Mano de Dios con cui un piccolo calciatore è riuscito a riscattare quella brutta pagina di storia argentina legata alla Guerra delle Malvinas.

E niente. Dopo aver dichiarato circa 7 anni fa con una certa insofferenza che Maradona prendeva in giro il nostro Paese e che l’unica soluzione per la Padania era l’indipendenza, ieri Matteo Salvini ha definito Maradona un “genio unico, assoluto e irripetibile”.

La differenza tra un un campione di classe sopraffina e un campione di incoerenza mi pare evidente. Si può mostrare deferenza verso un mito anche con un dignitosissimo silenzio. In questo caso sarebbe stato sicuramente più opportuno. Ma i napoletani già lo sanno.

Articoli scritti da Lucia Ciampi