Un piccolo omaggio ai detenuti del Don Bosco per fare luce sulle criticità degli istituti di pena

Nonostante l’emergenza sanitaria in corso, nonostante il Covid 19, è stata realizzata anche quest’anno la consueta donazione di panettoni per i detenuti del carcere Don Bosco promossa dalla sezione soci della Coop con il contributo operativo della Caritas di Pisa, alla quale come al solito ho aderito in maniera convinta insieme al collega Stefano Ceccanti, a Paolo Fontanelli, a Maria Grazia Gatti, ad Alessandra Nardini e Serena Spinelli, ad Andrea Pieroni e Antonio Mazzeo.
Credo sia un piccolo gesto di solidarietà verso chi vive una situazione di grande difficoltà in strutture carcerarie spesso sovraffollate.
Occorre infatti sensibilizzare l’opinione pubblica sui disagi, aggravati anche dalla crisi epidemiologica in corso, che si avvertono all’interno di tutti gli istituti di pena italiani. Le restrizioni imposte dalla pandemia isolano infatti ancora di più i detenuti che non possono contare su relazioni e affetti spesso indispensabili per accompagnare il loro percorso di redenzione e reinserimento nella nostra società. Questa infatti dovrebbe essere la funzione principale degli istituti carcerari. Da questo punto di vista vorrei augurare un anno migliore di questo oltre che ai detenuti anche a tutti coloro che lavorano nelle carceri italiane: dai direttori, al personale della polizia penitenziaria, dagli educatori agli psicologi. Figure indispensabili che lavorano in condizioni non semplici, cercando di gestire al meglio una situazione molto complessa.

Articoli scritti da Lucia Ciampi