Un saluto ad una vera partigiana!

Il Covid si è portato via un pezzo della storia del nostro paese. Quella storia che raccontava di lotte per restituire all’Italia la libertà tanto agognata, di sacrifici e rappresaglie, in una parola di Resistenza.

Lidia Menapace è stata una testimone diretta di questo periodo, una vera partigiana, una militante per tuttala sua vita. Pacifista, femminista, appassionata e instancabile, è stata la prima donna eletta in un consiglio provinciale e la prima ad esserne assessora. Nella sua carriera politica è arrivata anche a ricoprire il ruolo di senatrice della Repubblica.

Lidia è scomparsa lo scorso 7 Dicembre all’età di 96 anni, non è riuscita ad avere la meglio su questo subdolo virus. Ho avuto modo di rivedere in questi giorni un’intervista che rilasciò a Gad Lerner incentrata proprio sul ruolo delle donne nelle lotte di Resistenza. In quel video la battagliera Lidia rivendicò la sua scelta di diventare partigiana e, al contempo, di non voler usare armi. E con la stessa fierezza e determinazione ha contestato l’idea che le donne potessero essere solo staffette “un popolo, quando resiste, resiste come popolo, di cui fanno parte cittadine e cittadini”.

Una grande lezione che non dovremmo mai dimenticare, soprattutto in un periodo come questo in cui la nostra libertà personale è limitata a causa della pandemia, ma ci sono anche forze politiche che richiamano sempre più a ideologie illiberali che hanno già lacerato il nostro paese. L’esempio di Lidia dovrebbe far comprendere in maniera chiara che in ogni lotta esiste la parte giusta dalla quale stare, per cui “parteggiare”, quella della Resistenza, della democrazia, della libertà. Addio Lidia.

Articoli scritti da max.frosini