Una buona manovra incentrata sulle famiglie e i lavoratori, ma che non deve perderedi vista gli autonomi.

La nuova manovra di bilancio presenta aspetti decisamente positivi. Non è fatta di misure spot, ma ha una concretezza e una visione di lungo periodo che la differenzia indubbiamente dall’ultima che è stata varata.
Evita l’aumento dell’IVA, risultato che non era affatto scontato, e contiene importanti politiche incentrate su famiglie e lavoratori con importanti investimenti soprattutto green (50 miliardi in 15 anni) per la crescita e lo sviluppo del paese.

Aldilà delle avventate affermazioni di qualcuno, viene mantenuta la tassazione al 15% per le partite IVA fino a 65.000 €, scelta condivisibile che estende una misura avviata dai governi del PD qualche anno fa. Va però a mio avviso modificata la parte della manovra di bilancio che riguarda l’abbandono del regime forfettario ed il ritorno al regime analitico. Le partite Iva hanno bisogno soprattutto di regole certe e semplici.

Serve poi dare attuazione alla legge sull’equo compenso (anche questa promossa dal Partito Democratico): servono i decreti attutativi e servono regole per gli autonomi che lavorano con la Pubblica amministrazione e che sono spesso sottopagati.

I lavoratori autonomi con i redditi più bassi non possono più essere lasciati soli: debbono essere previste garanzie in caso di importanti cali di attività e vanno resi più efficaci le tutele in caso di malattia ed i congedi parentali e la maternità.

Con questi piccoli accorgimenti avremo fatto degli importanti passi nel verso giusto, quello di dare supporto e sostegno a categorie che possono contribuire a rilanciare il nostro paese, dai lavoratori alle famiglie, da chi investe nell’ambiente ai lavoratori autonomi.

Articoli scritti da max.frosini