Una visita al Don Bosco, qualche regalo per non dimenticare la situazione delle carceri

Una bella tradizione che prosegue, nonostante la pandemia. Lunedì 27 Dicembre abbiamo donato 320 fra pandori e panettoni ai detenuti del carcere “Don Bosco” di Pisa e una piccola somma al direttore dell’ufficio per la pastorale della carità della diocesi di Pisa Don Emanuele Morelli per le necessità dei detenuti.
Lo abbiamo fatto inseme al collega e deputato Stefano Ceccanti, a Paolo Fontanelli e Maria Grazia Gatti, agli amministratori e consiglieri regionali Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini, Irene Galletti e Andrea Pieroni, aderendo in maniera convinta a questa iniziativa ideata alcuni anni fa da Adriano Sofri poco dopo la sua uscita dal carcere.
Credo sia un piccolo, ma significativo attestato di vicinanza a tutti i volontari della Caritas che prestano il loro servizio in questa struttura, ma anche un gesto di solidarietà verso chi vive una situazione di grande difficoltà in strutture carcerarie spesso sovraffollate.
Occorre infatti sensibilizzare l’opinione pubblica sui disagi, aggravati anche dalla crisi epidemiologica in corso, che si avvertono all’interno di tutti gli istituti di pena italiani.
Questa visita e questa donazione vuole essere una piccola parentesi di dolcezza e speranza in un periodo complicato, intende testimoniare vicinanza a tutti i detenuti che proprio in queste feste avvertono in maniera ancora più forte la mancanza del focolare domestico.
Da questo punto di vista vorrei augurare un più lieto 2022, oltre che ai detenuti, anche a tutti coloro che lavorano nelle carceri italiane: dai direttori, al personale della polizia penitenziaria, dagli educatori agli psicologi. Figure indispensabili che lavorano in condizioni non semplici, cercando di gestire al meglio una situazione molto complessa.