Un’aggressione figlia dell’odio

Confesso di non conoscere Marco Ferrero. Da quanto so è un popolare influencer conosciuto con il nome di “iconize”.
So però cosa gli è accaduto pochi giorni fa a Milano. E nel 2020 lo trovo inconcepibile. Dei ragazzi lo hanno fermato per chiedergli una sigaretta che lui non aveva, quindi lo hanno insultato definendolo “frocio” e gli hanno tirato un pugno per poi fuggire.

Marco ha denunciato pubblicamente tramite i suoi profili social l’accaduto. Un gesto non così scontato eppure di grande valore. Un atteggiamento che, mi auguro, possa essere d’esempio per altre ragazze e ragazzi che subiscono violenze e discriminazioni ma che spesso forse per vergogna rimangono in silenzio e non riescono a denunciare l’accaduto.

Purtroppo questi episodi  sono quelli che più fanno comprendere quanto l’odio abbia permeato la nostra società. E chi giustifica l’odio è colpevole quanto chi lo pratica. E’ necessaria una rivolta culturale contro ogni bassezza, contro le minacce gratuite, gli insulti, questa valanga di offese che diventa più grande ogni giorno che passa e che rotola dai social alla vita reale. Ogni qualvolta si indica un bersaglio da colpire, si fiancheggia chi odia. E’ il momento che tutti, tra cui anche alcuni politici, comincino a comprenderlo.

Articoli scritti da max.frosini